di COORDINAMENTO #MAICONSALVINI.

La giornata movimentata di ieri 11 marzo ci dimostra che è necessario tornare in piazza.

Salvini, nonostante abbia tenuto la sua kermesse all’interno della mostra d’Oltremare, durante la sua venuta può constatare solo di essere stato chiuso ed assediato da un corteo di più di diecimila persone che non hanno accettato la sua presenza nel nostro capoluogo partenopeo.

La gestione a dir poco vergognosa delle forze dell’ordine di quella che è stata la parte finale della manifestazione di ieri, i fermi e gli arresti che in serata sono stati convalidati, il commissariamento della città da parte del ministero dell’interno e del Min. Minniti, ci spingono a tornare in piazza per chiedere con forza la liberazione di Carmine e tutti coloro che ancora sono trattenuti in attesa di giudizio: per dimostrare che la nostra città è ribelle sempre!

#MaiConSalvini – Napoli

DOMANI TUTTI A PIAZZA GARIBALDI ORE 9.00 PER LA LIBERAZIONE DEGLI ATTIVISTI IN STATO DI ARRESTO!

LA NOSTRA VIDEO-NARRAZIONE DELLA GIORNATA DI IERI (riprese e montaggio: Stefano Spinelli)

Si parte si torna insieme… tutti liberi!

CONDIVIDIAMO IL MESSAGGIO

++ COMUNICATO STAMPA #MAICONSALVINI ++

“Il Ministro Minniti (insieme a Matteo Salvini) con le sue forzature e la costruzione autoritaria di una zona rossa militarizzata nella mostra d’oltremare, contro il volere dell’ente stesso, porta grande responsabilità politica della rabbia sociale di oggi. Le cariche poi indiscriminate che hanno inseguito un corteo di migliaia di persone per chilometri! Libertà per i fermati!”
Un fiume di persone, fino a diecimila nelle strade di Fuorigrotta: è la marea che si è innalzata per contestare il leader razzista e antimeridionale Matteo Salvini e il suo congresso “dello zio Tom” con i suoi tristi autobus di deportati.
Migliaia di giovani di questa città invece nella manifestazione, ma anche associazioni, movimenti, comitati, realtà di base. Contro una presenza a cui la città era complessivamente ostile perchè ha ottima memoria della discriminazione politica e degli insulti continui.

Di quel che è successo dopo, dell’indignazione trasformata in rabbia e poi delle cariche indiscriminate fino alla fine di viale Giulio Cesare, il ministro Minniti, dopo Matteo Salvini, porta la responsabilità politica e morale. Commissariata per l’ennesima volta la città, sfidata la totale impopolarità di questa presenza con un provvedimento autoritario che ha imposto alla mostra d’oltremare un comizio che l’ente autonomo e il Comune che ne detiene la proprietà non volevano ospitare.
Una sfida muscolare al sentimento antirazzista e antileghista della città completato da un impressionante militarizzazione e dalla costruzione di una Zona Rossa, cui Napoli ha sempre dimostrato di essere allergica.
Se Salvini poteva tenere il suo comizio razzista nella mostra d’Oltremare, persino contro il volere della stessa, allora i cittadini di Napoli avevano il diritto di andarlo a contestare!

Il dispositivo militare ha reagito al tentativo di consegnare il “foglio di via” a Salvini e poi ha deciso di mostrare i muscoli caricando il corteo che a quel punto si è difeso come poteva. Con il camion dell’amplificazione da cui arrivavano ripetuti inviti a compattarsi e continuare la manifestazione per tornare verso piazza Sannazzaro, ma non è stato possibile perchè le cariche con idranti e lacrimogeni sono continuate per chilometri su tutta via Giulio Cesare fino all’imbocco della galleria. Con cinque, forse sei persone fermate, alcune nelle cariche gratuite a grande distanza dalla Mostra e persone pestate anche sui marciapiedi. Chiediamo a tutti quelli che dispongono delle foto di questi pestaggi coi manganelli di farcele avere.
Noi rivendichiamo la liberazione dei fermati e di sicuro l’opposizione alle politiche razziste e antimeridionali continuerà!

Coordinamento Mai Con Salvini

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